venerdì 23 aprile 2010

Acqua Molle


Nella nostra gita particolare attenzione verrà data ad una zona denominata "Acqua Molle" sita in Via Rivalta a San Giovanni di Polcenigo. Dal libro "Flora delle zone umide dell'Alto Livenza" dei Naturalisti di Sacile vi riporto quanto dicono di questa zona:
Unico torrente di una certa importanza che scende in Val di Croda dal monte Cavallo è il torrente Cunac, ricco di acqua solo in occasione di abbondanti piogge. Attraversa una stretta gola non percorribile, che nasce dalla Valle della Stua ed arriva alle Crode si San Tomè in comune di Budoia nei pressi della omonima chiesetta. Le acque che scendono a valle , al di sotto delle rocce strapiombanti ricoperte da fitti boschetti di carpino nero (Ostrja carpinifolia) vegnono captate, per uso potabile dall'acquedotto di Budoia.
Le particolari condizioni di temperatura e di umidità e la discesa a valle, dalle alte cime sovrastanti, di semi vegetali, (dealpinismo) danno origine ad un tipo di flora che normalmente caratterizza i paesaggi montani. Lungo il corso del torrente si ritrovano infatti molte specie alpine quali la Valeriana delle rupi, la valeriana trifogliata...........etc.
Subito a valle l'acqua sparisce nel sottosuolo; grossi massi arrotondati depositati sul greto del torrente per effetto gravitazionale, testimoniano l'impeto delle acque improvvise e violente e l'erosione delle sponde evidenzia, mostrando la stratigrafia del terreno, la storia di un passato geologico lontano.
Poi il torrente cambia nome e con la denominazione di Artugna sfiora Dardago ed il Castello di Avuiano. Piega prima a sud, verso le praterie della pianura, e poi a sud ovest, con un lungo percorso, arrivando ad Acque Molli. Qui si può ammirare in tutta la sua bellezza il fenomeno delle risorgive in piccoli laghetti con diametro variabile da pochi decimetri ad un massimo di 20 metri e con profondità da pochi cm a qualche metro.
Sabbia finissima viene sollevata dal fondo in corrispondenza dei flussi d'acqua, simili a piccole fontanelle sommerse che cambiano posizione lentamente, e viene rideposta sul fondo. Di tanto in tanto una bolla d'aria sale in superfice interrompendo o rispristinando queste piccole fonti in continuo movimento e dando vita ad un quadro incessantemente ridipinto.
In queste acque oligotrofiche (povere di sostanze nutritive) poche specie di piante acquatiche riescono a sopravvivere , come la sedanina, la lenticchia d'acqua, la peste d'acqua, il nontiscordardimè e il rarissimo Potamogeton friesii.
In queste acque trovano rifugio lo spinarello d'acqua e la trota marmorata entrambi oggi molto rari.
Una oculata gestione dei luoghi da parte dei proprietari ha permesso di conservare questi ambienti in tutto il loro fascino.
A margine del fiumicello che si viene a formare per il confluire delle acque di risorgiva , si possono osservare ampi appezzamenti a marcita, pioppeti, boschetti igrofili di ontano, bosco misto e prati stabili con bei esmplari di farnia e sullo sfondo il Monte Cavallo.
Lungo il corso d'acqua, in primavera, si possono osservare vistose fioriture di Lamium, di calta palustre, ed in estate enormi foglie di farfaraccio, felci di vario tipo all'ombra di salici, ontani e aceri.
Sui vecchi tronchi marcescenti si può notare la presenza di numerosi muschi. E' da rimarcare la presenza in prati umidi di qualche specie floristica interessante, come la carnivora erbagrassa (Pinguicola alpina), il trifolgio d'acqua, l'erba doria, e in prati stabili la rara orchidea Anacamptorchis laniccae.
Non masncano in autunno i funghi nei vari boschetti e sulle rive (chiodini). Nei prati stabili troviamo gli igrofori, prataioli, rare qualità di geloni, coprinus comatus e Amanita Vaginata.
Le acque dopo aver attraversto un allevamento di trote confluiscono nel Livenza al di sotto del Col Longon.

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