lunedì 26 aprile 2010

LA VAL GRANDE


Nel nostro giretto in bici dopo la stradina delle Orzaie gireremo subito a destra e dopo alcune centinaia di metri troveremo questa zona. La prima impressione è quella di stupore, una zona così grande e da millenni non toccata dall'uomo (almeno una parte).
Ecco la descrizione che l'Associazione naturalisti sacilesi dà della zona:
"La Val Grande, situata ad est dell'abitato di Romano di Vigonovo, è caratterizzata da ampie bassure ed avvallamenti che le acque provenienti da polle di risorgiva hanno creato, modellando il terrreno nel corso dei secoli. Tra le aree oggetto di studio, dal punto di vista floristico e naturalistico, questa risulta la più importante sia per l'estenzsione (60 ettari) sia per la presenza di specie ormai rare.
Negli ultimi anni imbonimenti del terreno, discariche, riempimento di fossi e di polle di risorgiva, coltivazioni estensive dei terreni fin sulle rive hanno ridotto quest'area, cancellando ambienti di grande interesse naturalistico. Ai margini si trova ancora qualche boschetto igrofilo di ontani e qualche lembo di prato stabile dove la varietà di specie floristiche è notevole. Di tanto in tanto lungo le rive a nord, l'acqua trapela dal terreno dando origine a piccole sorgenti. Vi è presente il senecio erba doria con fusto eretto striato, foglie spatolate a margine dentellato e capolini con fiori ligulati gialli; c'è la poligola amarognola con foglie basali a rosetta e fiori azzurro violetti.
Desta meraviglia trovare il raponzolo orbiculare in prati a quota assai bassa lontano dalla montagna. C'è una particolare forma di fiordaliso nerastro a foglie strette, che meriterebbe ulteriori studi assieme a qualche tipo di mora di rovo non ancora ben individuato.
La parte centrale della valle , che riceve le acque di risorgiva e di altre varie microsorgenti, da vita ad un ambiente acquatico del tutto particolare. Vere e proprie isole galleggianti si sono formate con il deposito di residui vegetali e di fango e su queste vi sono cresciuti cariceti, tifeti e fragmiteti. Qui troviamo il cardo di palude con fusto eretto spinosissimo e capolini rosso-vinosi, etc.. e alcune piante carnivore.
Pur muniti di stivali, l'accesso è difficile e continuamente si rischia di sprofondare passando da un'isola galleggiante all'altra.
I salici sono ben rappresentati (Salix purpurea, S. cinerea, S. eleagnos, S. alba, S. trianda) nelle fascie di vegetazione ripariale con pioppi e ontani. La farnia invece sembra mancare completamente.
Tutte le acque provenienti dalle risorgive di Romano, di casa Della Gaspera e di prà grassi confluiscono insieme dando origine al fiume Orzaia.
La zona inoltre è molto importante per la sosta e la nidificazione di uccelli di passo e stanziali.

venerdì 23 aprile 2010

Acqua Molle


Nella nostra gita particolare attenzione verrà data ad una zona denominata "Acqua Molle" sita in Via Rivalta a San Giovanni di Polcenigo. Dal libro "Flora delle zone umide dell'Alto Livenza" dei Naturalisti di Sacile vi riporto quanto dicono di questa zona:
Unico torrente di una certa importanza che scende in Val di Croda dal monte Cavallo è il torrente Cunac, ricco di acqua solo in occasione di abbondanti piogge. Attraversa una stretta gola non percorribile, che nasce dalla Valle della Stua ed arriva alle Crode si San Tomè in comune di Budoia nei pressi della omonima chiesetta. Le acque che scendono a valle , al di sotto delle rocce strapiombanti ricoperte da fitti boschetti di carpino nero (Ostrja carpinifolia) vegnono captate, per uso potabile dall'acquedotto di Budoia.
Le particolari condizioni di temperatura e di umidità e la discesa a valle, dalle alte cime sovrastanti, di semi vegetali, (dealpinismo) danno origine ad un tipo di flora che normalmente caratterizza i paesaggi montani. Lungo il corso del torrente si ritrovano infatti molte specie alpine quali la Valeriana delle rupi, la valeriana trifogliata...........etc.
Subito a valle l'acqua sparisce nel sottosuolo; grossi massi arrotondati depositati sul greto del torrente per effetto gravitazionale, testimoniano l'impeto delle acque improvvise e violente e l'erosione delle sponde evidenzia, mostrando la stratigrafia del terreno, la storia di un passato geologico lontano.
Poi il torrente cambia nome e con la denominazione di Artugna sfiora Dardago ed il Castello di Avuiano. Piega prima a sud, verso le praterie della pianura, e poi a sud ovest, con un lungo percorso, arrivando ad Acque Molli. Qui si può ammirare in tutta la sua bellezza il fenomeno delle risorgive in piccoli laghetti con diametro variabile da pochi decimetri ad un massimo di 20 metri e con profondità da pochi cm a qualche metro.
Sabbia finissima viene sollevata dal fondo in corrispondenza dei flussi d'acqua, simili a piccole fontanelle sommerse che cambiano posizione lentamente, e viene rideposta sul fondo. Di tanto in tanto una bolla d'aria sale in superfice interrompendo o rispristinando queste piccole fonti in continuo movimento e dando vita ad un quadro incessantemente ridipinto.
In queste acque oligotrofiche (povere di sostanze nutritive) poche specie di piante acquatiche riescono a sopravvivere , come la sedanina, la lenticchia d'acqua, la peste d'acqua, il nontiscordardimè e il rarissimo Potamogeton friesii.
In queste acque trovano rifugio lo spinarello d'acqua e la trota marmorata entrambi oggi molto rari.
Una oculata gestione dei luoghi da parte dei proprietari ha permesso di conservare questi ambienti in tutto il loro fascino.
A margine del fiumicello che si viene a formare per il confluire delle acque di risorgiva , si possono osservare ampi appezzamenti a marcita, pioppeti, boschetti igrofili di ontano, bosco misto e prati stabili con bei esmplari di farnia e sullo sfondo il Monte Cavallo.
Lungo il corso d'acqua, in primavera, si possono osservare vistose fioriture di Lamium, di calta palustre, ed in estate enormi foglie di farfaraccio, felci di vario tipo all'ombra di salici, ontani e aceri.
Sui vecchi tronchi marcescenti si può notare la presenza di numerosi muschi. E' da rimarcare la presenza in prati umidi di qualche specie floristica interessante, come la carnivora erbagrassa (Pinguicola alpina), il trifolgio d'acqua, l'erba doria, e in prati stabili la rara orchidea Anacamptorchis laniccae.
Non masncano in autunno i funghi nei vari boschetti e sulle rive (chiodini). Nei prati stabili troviamo gli igrofori, prataioli, rare qualità di geloni, coprinus comatus e Amanita Vaginata.
Le acque dopo aver attraversto un allevamento di trote confluiscono nel Livenza al di sotto del Col Longon.

giovedì 22 aprile 2010

Dove nasce l'acqua, Banale preziosa acqua.

La nostra scuola organizza una uscita didattica in bibicletta nella zona delle risorgive per conoscere ed apprezzare una straordinaria ricchezza presente nel nostro territorio. Il 2010 è l'anno della biodiversità, queste zone che andremo a visitare sono caratterizzate da una elevata varietà di specie vegetali, animali. Purtroppo anche queste zone sono messe in pericolo da una elevata antropizzazione.
Le classi interessate saranno:
- 2C il 5 maggio 2010 con partenza ore 8.30 e rientro ore 13.30
- 2D il 18 maggio 2010 idem
- 3d il 25 maggio 2010 idem
I ragazzi/e dovranno:
- far firmare l'autorizzazione ai genitori
- svolgere un'accurata manutenzione alle loro biciclette ( pompare gomme, regolare sella e serrare manubrio, pedali e quant'altro)
- portarsi un kit contro le forature (camera d'aria di riserva e chiave per togliere ruote).
- caschetto e giubotto rifrangente
- uno zainetto con acqua, eventuale macchina fotografica, kway)

La merenda verrà comperata al panificio di Polcenigo e consumata al Parco di San Floriano (pezzo di pizza, briosche, pane + succo di frutta) Totale 3 euro.

Comportamento da tenere:
- gli alunni dovranno procedere in fila indiana mai accostati nei pezzi asfaltati e trafficati. Non si dovranno fare manovre pericolose (viaggiare senza mani, frenate improvvise etc..). Nel caso di condotta che metta in pericolo la sicurezza del gruppo torneremo a scuola.
- nei luoghi da visitare bisogna chiaramente rispettare il posto evitando di calpestare piante, fiori, etc.. Si farà silenzio e si ascolteranno le indicazioni dei gruppi relatori e gli insegnanti.

Itinerario
- partenza dalla scuola media
- visita laghetto del Rio la Pianca e zona di risorgiva limitrofa
- Mulino de Rovere
- Orzaie
- Bodegan
- Fontaniva
- Livenza Rivaalta
- Confluenza Gorgazzo nel Livenza
- Parco di San Floriano
- Rientro

Si ipotizzava una visita alla zona del Palù dove sono stati scoperti degli insediamenti umani antichissimi ma essendo rotto il ponte che attraversa il Gorgazzo e data la ristrettezza dei tempi abbiamo optato diversamente. Faremo in ogni caso due parole su questa importante zona.

Dal punto di vista fisico la gita non è proprio una passeggiata pertanto consiglio tutti di risparmiare energie per destinarli ai pedali quando sarà il momento di rientrare. Particolare prudenza deve essere usata nell'affrontare le stradine di campagna, una giuda troppo disimpegnata potrebbe causare delle sgradite cadute.